Idee


Ленинград КНЯЖНЕ МЕРИ
Ленинград "КНЯЖНЕ МЕРИ"
ed ora
servono idee per come fare
ma non ne ho
ho solo sconforto
che non rende niente facile

che tristezza tutto quanto
le emozioni se ne sono andate
la pioggia di lacrime le fa scorrere via
mi resta
il dolore di una vita sbagliata da sempre
che trappola

catrame

c a t r a m e
granello dopo granello


incalzare sull’asfalto
c a t r a m e
granello dopo granello
sfuggire al tempo

c a t r a m e
granello dopo granello

sea road coming
oltrepassare la frontiera
c a t r a m e
granello dopo granello
schiacciare il corpo
c a t r a m e
granello dopo granello
trottare all’arrivo
c a t r a m e
granello dopo granello
dissetarsi al fiume
c a t r a m e
granello dopo granello
intorpidire l’acqua
c a t r a m e
g r a n e l l o     dopo     g r a n e l l o
granello dopo granello
granello dopo granello

 

specchio

rovinare l’immagine di sé


nello specchio di un’emozione

abbagliare il fastidio

nei frammenti dei pensieri

scardinare i ruoli immaginati

nella dimora delle aspettative

abbandonare nell'abbandonarsi

Immagine

E’ una donna che sta correndo


a volte con affanno, a volte con sicurezza,

a volte si trascina con stanchezza,

a volte con tristezza,

a volte viene spinta da un’inerzia improvvisa.



La strada che percorre è piuttosto larga,

non proprio rettilinea,

all’orizzonte, si intravvede sempre

una grande curva che invita ad essere raggiunta.



E il desiderio di questo è spesso lacerante,

non da tregua

e così procede da un lato all’altro della strada

sotto una pioggia battente e così fredda che infastidisce,

cercando riparo vicino alle case, e spesso sotto i portici.



Si ritrova, così, ferma,

in attesa,

per un istante sollevata da quell’affanno inquieto

che le appartiene da sempre,

cerca qualcuno per scambiare due parole,

ma troppe cose son da raccontare e

così chi ascolta,

si sente tediare e si irrita per la vicinanza:

è zuppa fradicia d’acqua piovana.



E così l’avvolge un “manto di silenzio” e

si ritrova a ripartire con una nuova aspettativa

anche se si è rassegnata da tempo

che il silenzio e lo sbando

saranno continuamente la sua unica compagnia.

silenzio

silenzio: è il manto del rumore







nel turbinio di immagini


nel profondo è apnea






e la calma trasporta la mente


accanto al ricordo nel silenzio






nel frastuono dell'inquietudine


disperata emozione continua






silenzio: è il manto dell'affanno

ennesimo frammento

anche
l’ennesimo frammento
nel riflettere
i frammenti
di frammenti
di frammenti
è stato
polverizzato
solo polvere
brillante e scintillante
stringo
e
raccolgo
tra le mani
























Portrait dans un miroir - 1937
Raoul Ubac . 1910 - 1985

La mise en abyme
Saisir l'image laissée sur un miroir soit l'image de l'image comme si la photographie étant elle-même image ne devait traiter que de l'image. Ubac confronte le spectateur à ce qui fait la photographie. Dans la distance prise et la réflexion sur la pratique qu'elle implique, une part de ce qui façonne la dimension artistique se donne à lire.

Sai quante volte?

Racconterò di luccichii di stelle,
di gatti sopra ai tetti, di stampelle
alleggerite al cambio di stagione
da camicette e stole di cotone.




Dirò di quei ciliegi rifioriti
che attirano inebriando i voli d'api,
o d'un miliardo e più di grattacapi
di contadini ai campi e d'aspre viti.

Dirò di tutto e poi tutto il contrario,
lasciando le emozioni del mio cuore
ad una croce sopra al calendario,
oppure a un cerchio se di buon umore.


E adesso c'è la cena che mi aspetta,
la fretta d'isolarmi dentro al letto
a delirare d'anima e disdetta!
Sentire ciò di cui qui non ho detto.

Sai quante volte mento al mio pensiero,
dicendo non mi voglio più svelare
con questa penna e scrivo poi sul nero
soffitto quando al buio ascolto il mare...


Ed ecco. Mi si lucidano gli occhi,
singulta ogni respiro sul cuscino,
dal viso sento scivolare fiocchi
di neve... Penso a chi non m'è vicino.



prendo e aggiungo qui i tuoi pensieri che rilego e rilego e rileggo e ... Penso a chi non m'è vicino ... per ...

OMBRA

bene, dammi l'email, sì.
ma scrivo qui la mia
ma scrivo anche quest'altra
ma ti scrivo anche il numero del cell
ma anche di questo cell
ma anche il numero di casa mia
RESTO
confusa, tremante, sorridente
apri l'arruginito YALE del mio cancello
sono seduta fuori in giardino
e ritorni ... già per restiturimi la chiave
e tra le mie mani uno scatto si fa sentire per fissare l'ombra
solo un ombra davvero che si dissolve ai tuoi piedi
già calpesti la terra, le persone che incontri, e
perfino te stesso ... non c'è ombra nei tuoi occhi

Spirito Soffiato

“ma tu dov’eri”
L’eco prende le mani vuote
“non tradirmi”
Il frastuono ti avvolge

Nell’aroma del mattino settembrino
“baciami ancora”
Un altro bacio
E uscito dal sonno secolare
E lontano le note gitane
Si confondono, ascoltale ancora
E mi affondo a cercarti
Sotto la schiuma di un cappuccino

il Bar

il rullo di un corpo si muove, la sveglia suona, l'odore acre del tanfo mi sta intorno, mi è sempre stato intorno, per tutto il tempo, tra i cuscini con fiori di rosa rossa che traspirano puzza di sudore rancido come le lenzuola non vedo l'ora di salire in auto e partire - Già! eh! Vediamo come guidi! ... mi piace vedere la gente guidare ... mi piace starmene al posto del navigatore o come cavolo si chiama.


Ahi Ahi Ahi

non mi piace i dossi son presi male

troppo lenta la partenza

ma il zitroen è così ...

lento

ma pure l'accelerazione non va non va

e chiedi il mio parere ... e te lo dico! "guidi come un vecchio di 50 anni ... velocità di crociera ... per pensionate"- "buon gigolò" o "buon chauffeur" ... ti vedo che pensi ... ma è solo un istante, già sei un pitocco! ... e mi chiedo, cosa avrò detto mai! ... qualche parolina magica ... di sicuro!
ma poi andiamo al Bar, alla Pasticceria Biasetto.

Nel bar assonato la musica suona nell'aria ... mi piace e diventa solo mia nei mie ricordi le parole sono solo mie sono la mia storia, diventano parte della mia vita passata e poi presente e poi è come istantanea
Non capisci l'inglese ma la voce penetrante e lacerante di Ayo
, la cantante gitana ti rapisce ed immagini il suo tormento solitario e straziante.
... la croissant non è per niente speciale, chissà forse deve esserlo?
Alla cassa quasi quasi lo direi ma non hai i soldi per offrirmi la colazione ... URCA !


Il conto è qui vedi ... vedi, fa quattro euro e venti centesimi


















Mi scollo cinque euro e ti chiedo di pagare ... la commessa ti chiede i venti centesimi e tu non hai neppure quelli ...






"Ma se vuoi vado al Bancomat" : PITOCCO .... !



Arrivo in ritardo in ufficio ... già vuoi dirmi, vuoi darmi, vuoi stupirmi, vorresti svegliarti : non tradirmi mentre sto in Iraq ... un ultimo bacio, ma non tradirmi , ma tu dov'eri continui a ripetermi ... non tradirmi ... gioco da PITOCCO ... !

La smetto e butto giù una poesia - Spirito Soffiato - con quattro pensieri che tormentano la mente

“ma tu dov’eri”


L’eco prende le mani vuote


“non tradirmi”


Il frastuono ti avvolge


Nell’aroma del mattino settembrino


“baciami ancora”


Un altro bacio


E uscito dal sonno secolare


E lontano le note gitane


Si confondono, ascoltale ancora


E mi affondo a cercarti


Sotto la schiuma di un cappuccino