catrame
incalzare sull’asfalto
c a t r a m e
c a t r a m e
c a t r a m e
c a t r a m e
c a t r a m e
c a t r a m e
granello dopo granello
granello dopo granello
specchio
rovinare l’immagine di sé
nello specchio di un’emozione
abbagliare il fastidio
nei frammenti dei pensieri
scardinare i ruoli immaginati
nella dimora delle aspettative
abbandonare nell'abbandonarsi
Immagine
E’ una donna che sta correndo
a volte con affanno, a volte con sicurezza,
a volte si trascina con stanchezza,
a volte con tristezza,
a volte viene spinta da un’inerzia improvvisa.
La strada che percorre è piuttosto larga,
non proprio rettilinea,
all’orizzonte, si intravvede sempre
una grande curva che invita ad essere raggiunta.
E il desiderio di questo è spesso lacerante,
non da tregua
e così procede da un lato all’altro della strada
sotto una pioggia battente e così fredda che infastidisce,
cercando riparo vicino alle case, e spesso sotto i portici.
Si ritrova, così, ferma,
in attesa,
per un istante sollevata da quell’affanno inquieto
che le appartiene da sempre,
cerca qualcuno per scambiare due parole,
ma troppe cose son da raccontare e
così chi ascolta,
si sente tediare e si irrita per la vicinanza:
è zuppa fradicia d’acqua piovana.
E così l’avvolge un “manto di silenzio” e
si ritrova a ripartire con una nuova aspettativa
anche se si è rassegnata da tempo
che il silenzio e lo sbando
saranno continuamente la sua unica compagnia.
silenzio
silenzio: è il manto del rumore
nel turbinio di immagini
nel profondo è apnea
e la calma trasporta la mente
accanto al ricordo nel silenzio
nel frastuono dell'inquietudine
disperata emozione continua
silenzio: è il manto dell'affanno
ennesimo frammento
l’ennesimo frammento
nel riflettere
i frammenti
di frammenti
di frammenti
è stato
polverizzato
solo polvere
brillante e scintillante
stringo
e
raccolgo
tra le mani

Portrait dans un miroir - 1937
Raoul Ubac . 1910 - 1985
Saisir l'image laissée sur un miroir soit l'image de l'image comme si la photographie étant elle-même image ne devait traiter que de l'image. Ubac confronte le spectateur à ce qui fait la photographie. Dans la distance prise et la réflexion sur la pratique qu'elle implique, une part de ce qui façonne la dimension artistique se donne à lire.
Sai quante volte?
di gatti sopra ai tetti, di stampelle
alleggerite al cambio di stagione
da camicette e stole di cotone.
che attirano inebriando i voli d'api,
o d'un miliardo e più di grattacapi
di contadini ai campi e d'aspre viti.
Dirò di tutto e poi tutto il contrario,
lasciando le emozioni del mio cuore
ad una croce sopra al calendario,
oppure a un cerchio se di buon umore.
la fretta d'isolarmi dentro al letto
a delirare d'anima e disdetta!
Sentire ciò di cui qui non ho detto.
Sai quante volte mento al mio pensiero,
dicendo non mi voglio più svelare
con questa penna e scrivo poi sul nero
soffitto quando al buio ascolto il mare...
Ed ecco. Mi si lucidano gli occhi,
singulta ogni respiro sul cuscino,
dal viso sento scivolare fiocchi
di neve... Penso a chi non m'è vicino.
OMBRA
Spirito Soffiato
Il frastuono ti avvolge
Nell’aroma del mattino settembrino
Un altro bacio
il Bar
il rullo di un corpo si muove, la sveglia suona, l'odore acre del tanfo mi sta intorno, mi è sempre stato intorno, per tutto il tempo, tra i cuscini con fiori di rosa rossa che traspirano puzza di sudore rancido come le lenzuola non vedo l'ora di salire in auto e partire - Già! eh! Vediamo come guidi! ... mi piace vedere la gente guidare ... mi piace starmene al posto del navigatore o come cavolo si chiama.
e chiedi il mio parere ... e te lo dico! "guidi come un vecchio di 50 anni ... velocità di crociera ... per pensionate"- "buon gigolò" o "buon chauffeur" ... ti vedo che pensi ... ma è solo un istante, già sei un pitocco! ... e mi chiedo, cosa avrò detto mai! ... qualche parolina magica ... di sicuro!
ma poi andiamo al Bar, alla Pasticceria Biasetto.
Nel bar assonato la musica suona nell'aria ... mi piace e diventa solo mia nei mie ricordi le parole sono solo mie sono la mia storia, diventano parte della mia vita passata e poi presente e poi è come istantanea
Non capisci l'inglese ma la voce penetrante e lacerante di Ayo, la cantante gitana ti rapisce ed immagini il suo tormento solitario e straziante.
... la croissant non è per niente speciale, chissà forse deve esserlo?
Alla cassa quasi quasi lo direi ma non hai i soldi per offrirmi la colazione ... URCA !
Il conto è qui vedi ... vedi, fa quattro euro e venti centesimi
Mi scollo cinque euro e ti chiedo di pagare ... la commessa ti chiede i venti centesimi e tu non hai neppure quelli ...
“non tradirmi”


