il Bar

il rullo di un corpo si muove, la sveglia suona, l'odore acre del tanfo mi sta intorno, mi è sempre stato intorno, per tutto il tempo, tra i cuscini con fiori di rosa rossa che traspirano puzza di sudore rancido come le lenzuola non vedo l'ora di salire in auto e partire - Già! eh! Vediamo come guidi! ... mi piace vedere la gente guidare ... mi piace starmene al posto del navigatore o come cavolo si chiama.


Ahi Ahi Ahi

non mi piace i dossi son presi male

troppo lenta la partenza

ma il zitroen è così ...

lento

ma pure l'accelerazione non va non va

e chiedi il mio parere ... e te lo dico! "guidi come un vecchio di 50 anni ... velocità di crociera ... per pensionate"- "buon gigolò" o "buon chauffeur" ... ti vedo che pensi ... ma è solo un istante, già sei un pitocco! ... e mi chiedo, cosa avrò detto mai! ... qualche parolina magica ... di sicuro!
ma poi andiamo al Bar, alla Pasticceria Biasetto.

Nel bar assonato la musica suona nell'aria ... mi piace e diventa solo mia nei mie ricordi le parole sono solo mie sono la mia storia, diventano parte della mia vita passata e poi presente e poi è come istantanea
Non capisci l'inglese ma la voce penetrante e lacerante di Ayo
, la cantante gitana ti rapisce ed immagini il suo tormento solitario e straziante.
... la croissant non è per niente speciale, chissà forse deve esserlo?
Alla cassa quasi quasi lo direi ma non hai i soldi per offrirmi la colazione ... URCA !


Il conto è qui vedi ... vedi, fa quattro euro e venti centesimi


















Mi scollo cinque euro e ti chiedo di pagare ... la commessa ti chiede i venti centesimi e tu non hai neppure quelli ...






"Ma se vuoi vado al Bancomat" : PITOCCO .... !



Arrivo in ritardo in ufficio ... già vuoi dirmi, vuoi darmi, vuoi stupirmi, vorresti svegliarti : non tradirmi mentre sto in Iraq ... un ultimo bacio, ma non tradirmi , ma tu dov'eri continui a ripetermi ... non tradirmi ... gioco da PITOCCO ... !

La smetto e butto giù una poesia - Spirito Soffiato - con quattro pensieri che tormentano la mente

“ma tu dov’eri”


L’eco prende le mani vuote


“non tradirmi”


Il frastuono ti avvolge


Nell’aroma del mattino settembrino


“baciami ancora”


Un altro bacio


E uscito dal sonno secolare


E lontano le note gitane


Si confondono, ascoltale ancora


E mi affondo a cercarti


Sotto la schiuma di un cappuccino